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Storia Del Campionato Italiano Di Calcio - Stagione 1997-1998 (Racconto)

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Aggiunto by Pluto in Calcio
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Storia del Campionato Italiano di Calcio: Racconto della Stagione 1997-1998

Lo scudetto vinto dalla Juventus nel 1998 fu sicuramente uno dei più discussi della storia del campionato. Durante l'arco del torneo furono diverse le accuse di favoritismi arbitrali ai bianconeri: le tensioni culminarono nel "caso Iuliano-Ronaldo", con un presunto calcio di rigore negato all'Inter: questo episodio scatenò infatti accese discussioni sui media e addirittura in parlamento, sfiorando la crisi istituzionale ai vertici della Federcalcio. Pochi mesi dopo, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, l'arbitro Piero Ceccarini riconobbe di aver sbagliato a non aver fischiato il fallo su Ronaldo, dicendo di non aver visto l'inizio dell'azione che portò allo scontro tra i due giocatori, ma soltanto la parte finale. Più tardi, nel 2009, Ceccarini, ritornando sull'episodio, dichiarò che a posteriori avrebbe fischiato un calcio di punizione indiretto per ostruzione; si noti però che in realtà va assegnato un calcio di punizione indiretto solo quando non vi sia contatto fisico tra i due giocatori, altrimenti è previsto un calcio di punizione diretto o, in questo caso, di rigore.
Il torneo antecedente al campionato del mondo 1998 cominciò il 31 agosto 1997, chiudendo un'estate animata dal clamoroso acquisto da parte dell'Inter del fenomeno brasiliano Ronaldo dal Barcellona. Il suo arrivo scatenò un incredibile entusiasmo nel popolo nerazzurro e i milanesi del presidente Massimo Moratti diventarono la squadra più accreditata per sottrarre lo scettro dei campioni alla Juventus. I nerazzurri partirono alla grande infilando quattro vittorie nelle prime quattro gare ed andando in testa solitari. La squadra di Luigi Simoni rimase in vetta per molte domeniche consecutive, controllando a vista le inseguitrici Juventus e Parma. Prima di Natale, la sconfitta dei meneghini in trasferta contro l'Udinese propose i sorprendenti friulani di Alberto Zaccheroni come possibili outsider nella corsa al titolo, grazie anche ai gol del capocannoniere Oliver Bierhoff (27 reti). Il 4 gennaio la Juventus, che aveva avvicinato l'Inter, perse lo scontro diretto al Meazza. I nerazzurri non seppero però gestire il discreto vantaggio accumulato e il pesante ko interno contro il neopromosso Bari e il risicato pareggio di Empoli rilanciarono al termine del girone d'andata i torinesi, che il 25 gennaio ottennero primo posto e titolo d'inverno.
All'inizio del girone di ritorno la Juventus allungò ancora sui nerazzurri, guardandosi anche dal grande ritorno della Lazio di Sven-Göran Eriksson: i capitolini, battendo seccamente il 22 febbraio l'Inter all'Olimpico, la raggiunsero al 2º posto, a -4 dalla Juventus. L'inesperta Lazio resse fino al 5 aprile quando la Juventus sbancò l'Olimpico con un gol di Filippo Inzaghi, mentre l'Inter, che aveva approfittato di una serie di pareggi raccolti dalla capolista, si presentò allo scontro diretto di Torino del 26 aprile, quart'ultima di campionato, con un solo punto di svantaggio sui bianconeri. La gara fu decisa da un gol di Alessandro Del Piero. La squadra di Marcello Lippi, il 10 maggio batté al Delle Alpi il Bologna per 3-2 e conquistò il venticinquesimo scudetto della sua storia.
Il Milan, nuovamente allenato da Fabio Capello, proseguì la crisi della stagione precedente totalizzando un punto in più di un anno prima, classificandosi decimo, e rimanendo fuori dall'Europa per la seconda volta consecutiva, dopo aver perso la finale di Coppa Italia contro la Lazio e nonostante le continue riforme volute dall'UEFA avessero sortito l'effetto di qualificare ben otto squadre italiane ai nastri di partenza delle nuove coppe europee.
In coda oltre alle due lombarde Brescia (neopromosso) ed Atalanta, caddero in B il Lecce (altra neopromossa) ed un Napoli alla deriva: i partenopei chiusero all'ultimo posto un campionato in cui conquistarono solamente 14 punti, lasciando la Serie A per la prima volta dopo 33 anni e chiudendo in malo modo un capitolo della storia del club ricco di soddisfazioni dopo aver cambiato ben quattro tecnici nel corso del campionato (prima Mutti, poi Mazzone, poi Galeone e infine Montefusco). Si salvarono il neopromosso Empoli, il Piacenza e un Vicenza in calo rispetto all'anno precedente ma impegnato, nel corso del torneo, dal sorprendente cammino in Coppa delle Coppe, dove raggiunse la semifinale poi persa contro il Chelsea.

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